lunedì 7 novembre 2011

Claudio Filippini presenta “The Enchanted Garden” a Pescara

Claudio Filippini presenterà il suo ultimo lavoro “The Enchanted Garden”, edito dalla prestigiosa Cam Jazz, martedi 8 novembre alle ore 18:30 a Pescara, presso Going Music Workshop. Introduce Stefano Zenni. 'The Enchanted Garden' conferma il talento di Filippini che in molti avevano già notato da tempo; prima fra tutti, la CamJazz, che ha puntato sul giovane pianista pescarese licenziando questo lavoro a settembre 2011. Claudio Filippini, classe 1982 e già diversi dischi alle spalle, custodiva nel cassetto il desiderio di realizzare questo progetto con il trio di sempre. Un sodalizio, nato sette anni fa in un jazz club durante un concerto improvvisato, che porta la firma anche del contrabbassista Luca Bulgarelli e del batterista Marcello Di Leonardo. In questo disco si respira tutta la libertà creativa di Filippini, quella libertà non vincolata da compromessi dettati dal mercato, ma che dimostra quella volontà ineluttabile di manifestare il proprio sentire e la propria musica. Tutto questo Filippini lo fa aprendo i confini della sua arte, mostrandoci il suo “giardino incantato”. La meraviglia di un ascolto, un linguaggio moderno e personale al midollo; 'The Enchanted Garden', questo il titolo del disco, è un piccolo gioiello. Intrigante negli sconfinamenti dal sapore rock, ammaliante nelle ballad e nei mid tempo, Filippini, a dispetto dell’età, è un musicista maturo, intelligente e capace. Un artista che sa dare, attraverso la scrittura, una profondità unica a una tecnica pianistica solida e sopraffina. Un linguaggio jazzistico che farà parlare molto di sé, ben oltre i confini nazionali.

venerdì 4 novembre 2011

"Tua", terzo album per Simona Molinari con Peter Cincotti

Anticipato dai singoli “Forse” e “In cerca di te”, è ora disponibile nei negozi tradizionali, su iTunes e negli altri digital store “Tua”, nuovo album di Simona Molinari con la partecipazione (in alcuni brani) del pianista, compositore e cantautore americano Peter Cincotti. “Tua” è già alla decima posizione nella classifica iTunes degli album più venduti. Prodotto da Carlo Avarello, il cd è il terzo della vocalist aquilana. «Questo disco, rispetto ai precedenti, è un po’ più sanguigno - racconta Simona Molinari - meno attento a scelte stilistiche e musicali precise. E' la pura espressione di quello che sono e che mi appartiene. In questo disco ho deciso di aprirmi un po’ di più, di raccontare qualcosa in più di me. Tua è riferito all'Amore, all'Italia, alla Libertà, alla Musica, ma anche e soprattutto alla Gente che mi ascolta». Il 10 novembre la Molinari sarà alla Feltrinelli di Napoli dalle 18. Dal 27 dicembre all'8 gennaio, sarà impegnata in un nuovo tour in Asia con concerti a Hong Kong, Macao e Shanghai.

giovedì 11 agosto 2011

"UN INCONTRO DI JAZZ": GINO PAOLI IN CONCERTO A INTRODACQUA PER MUNTAGNINJAZZ

Si profila davvero come un appuntamento speciale quello di questa sera in piazza Susi, a Introdacqua, per la rassegna "Muntagninjazz": alle ore 21.30, infatti, salirà sul palco Gino Paoli. Autore di alcune tra le più belle pagine della musica italiana di questo secolo, tra le quali 'Senza Fine' e 'Sapore di sale', l'artista si presenta con un progetto di grande richiamo, “Un incontro di jazz”, insieme a quattro tra i più importanti musicisti del jazz italiano: Enrico Rava, Danilo Rea, Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto. Paoli proporrà per l'occasione una rilettura in chiave jazzistica dei suoi grandi successi. Con questo progetto, che sta portando in giro per il Belpaese già da alcuni anni, Gino Paoli si conferma un autentico protagonista della scena musicale italiana, sempre capace di rinnovarsi, pur mantenendo le forme e i contenuti cantautoriali che da sempre lo contraddistinguono, coaudiuvato dall'eleganza di Enrico Rava, dalla liricità di Danilo Rea, dalla precisione di Rosario Bonaccorso e dall'esuberanza ritmica di Roberto Gatto. In scaletta - come detto - tanti successi di Gino Paoli, riletti in chiave jazzata, come "Il cielo in una stanza", "Senza fine", "La gatta", "Che cosa c’è" e "Sapore di sale", ma anche classici come "La ragazza di Ipanema" e "My funny Valentine". Questa la line up che accompagnerà Paoli (voce): Roberto Gatto (batteria), Enrico Rava (tromba), Rosario Bonaccorso (contrabbasso) e Danilo Rea (pianoforte).

sabato 6 agosto 2011

Max Ionata - "Dieci"

Ne ha fatta di strada Max Ionata da quando con il suo sax animava le serate del “Kabala”, storico locale di Pescara dedicato alla musica live. Oggi questo straordinario strumentista torna con “Dieci”, realizzato insieme al suo fedelissimo quartet. Non ci sono dubbi: Luca Mannutza al pianoforte, Nicola Muresu al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria sono ottimi compagni di viaggio per Max, anche se la “perla” è rappresentata in questo caso dalla presenza di Fabrizio Bosso, uno che nel jazz non si risparmia mai e che non disdegna le collaborazioni, purché siano con artisti di peso. Il noto trombettista può essere considerato in assoluto il valore aggiunto di questo cd: i suoi duetti con Ionata sono semplicemente deliziosi. Dopo aver riscosso grande successo all’estero (in particolar modo in Giappone), Max Ionata è tornato nel Belpaese per incidere il suo nuovo lavoro: lo ha fatto servendosi della prestigiosa etichetta Via Veneto Jazz e di uno studio di registrazione, il Riff Raff Jazz, che più italiano non si può, visto che si trova a Trevignano Romano, non molto distante dalla Capitale, dove ormai il talento abruzzese vive da anni. I pezzi in scaletta alternano composizioni del solo Ionata (le migliori del disco, a nostro parere) quali “La talpa” e “Lode 4 Joe” a brani scritti dagli altri componenti dell’ensemble. Pregevole, in tal senso, è “Coltrane meet Evans”, firmata da Mannutza. Solo Angelucci si limita all’esecuzione senza contribuire alla scrittura, e il suo drumming si mostra preciso e delicato al tempo stesso, in linea con l’atmosfera di tutto l’album, perennemente sospesa tra un virtuosismo mai invasivo e un romanticismo di fondo sempre funzionale al mood generale. Da non perdere, poi, è la splendida “Who can I turn to”, opera del genio di Leslie Bricusse ed Anthony Newley, che la formazione rilegge magistralmente. Chissà, forse anche il fatto che Max Ionata abbia iniziato a suonare relativamente tardi ha influito su una presa di coscienza artistica che qui si esprime principalmente attraverso due direttive: un’evidente maturità sonora e un’adorabile tendenza swingante. Elementi che non possono non risultare accattivanti alle orecchie degli ascoltatori più attenti. È così che “Dieci” arriva a meritarsi la palma di piccolo gioiello jazz, da gustare a più riprese, come quando si sorseggia un buon bicchiere di vino rosso.

venerdì 29 luglio 2011

Lorenzo Tucci ad "Atessa in Jazz"

Affermato batterista di Mario Biondi e Fabrizio Bosso, Lorenzo Tucci sarà ospite domani sera di "Atessa in Jazz" dove si esibirà in trio per presentare il suo ultimo successo discografico "Tranety", un omaggio a John Coltrane. Con lui sul palco due fedeli compagni di viaggio: Luca Bulgarelli al contrabbasso e Claudio Filippini al pianoforte. Proseliti e imitatori di John Coltrane, tra i più importanti innovatori del jazz degli anni '60, ce ne sono a volontà. Raramente però qualcuno è stato in grado di assorbire la lezione del sassofonista e riproporla in maniera così personale come invece si percepisce dall’ascolto di “Tranety”, progetto nuovo di pacca che dimostra ancora una volta l’urgenza di Lorenzo Tucci. Il batterista atessano continua la sua ricerca sulla possibilità espressiva offerta da un trio, anche se questa volta è di tipo standard, riunendo attorno a sé due personalità forti e di spicco nel panorama italiano: Claudio Filippini e Luca Bulgarelli. I due hanno telepatia e mestiere a sufficienza e anche più per garantirgli climi e colori perpetuamente cangianti. Inoltre il trio, una fabbrica di lucido sentimento, si muove sui principi dell’interazione totale; i ruoli sono paritetici e ciò ispira fortemente la poetica del leader. Ancora una volta, come era stato per “DruMonk”, Tucci sente il dovere di rendere omaggio alla storia e a molti di quei protagonisti dell’epoca d’oro del jazz: questa volta il pensiero va diretto a John Coltrane. Del suo repertorio – quasi a volerne ribadire importanza del compositore e del pensatore e non solo dell’esecutore – il trio ripesca qua e là da quel multi sfaccettato mondo, riuscendo persino disegnare le rotte di tre brani originali che ben si incastrano col restante repertorio: Hope e Solstice di Tucci; la struggente Ivre a Paris, di Filippini. Il suono della batteria sembra fatto di una sostanza apollinea, specie laddove i melodismi triturati di Filippini si incontrano con le serrate pelli di Tucci, e il pianoforte dimostra la propria eccellenza come solista attraverso una tecnica vorticosa quanto disinvolta, con il contrabbasso elegantissimo nei gesti e nelle movenze.